“Introduzione alla Semina”

Il nostro ciclo di articoli dedicati alla tecnica della “semina” si apre con una breve introduzione sui criteri fondamentali di questo semplice metodo propagativo ed in particolare tratteremo il processo di germinazione, punto centrale della tecnica, e di come gestirlo al meglio grazie all’utilizzo di una corretta ed efficace metodologia.

Definizione di semina:

La propagazione per seme, o riproduzione, è la forma naturale di perpetuazione delle piante superiori e, di conseguenza, rappresenta la prima forma di propagazione ad essersi sviluppata e diffusa. La semina è la tecnica propagativa più semplice sia in ambito ortivo che in ambito vivaistico-ornamentale. Il vantaggio, rispetto ad altre tecniche propagative, risiede nella facile applicazione, anche per coloro che hanno una limitata conoscenza pratica della tecnica stessa, e nel ridotto utilizzo di ambienti propagativi speciali o altamente tecnologici (serre o ambienti propagativi speciali).    

Il Seme:

Nel seme possono essere distinte tre parti: l’embrione, la sostanza di riserva (endosperma) e i tessuti protettivi. L’embrione rappresenta una piccola pianta in miniatura, in cui si riconoscono una radichetta che è il primordio dell’apparato radicale, una piumetta, opposta alla prima, che costituisce l’inizio dell’asse caluniare o plumula, e una o più foglie trasformate definite cotiledoni. Le Conifere presentano un numero variabile di cotiledoni mentre le Angiosperme uno o due a seconda che si tratti appunto di Mono o Dicotiledoni. La funzione esclusiva dell’endosperma è quella di riserva: esso contiene  le sostanze nutritive di cui il seme che germina e la plantula hanno bisogno nella prima fasi di sviluppo. I tessuti protettivi del seme, invece, servono a proteggere l’embrione che si trova al suo interno, ed in particolare a prevenirne il disseccamento, ma anche ad evitare che l’acqua penetri al suo interno prima che vi siano le condizioni più adatte alla germinazione.

La Germinazione:

La germinazione è il processo in cui il seme si risveglia dalla fase di quiescenza e l’embrione comincia a svilupparsi fino a formare una nuova pianta (semenzale o plantula). E’ ormai noto che i semi per poter germinare devono essere soddisfatte tre condizioni: la presenza di un embrione vitale, l’assenza di impedimenti interni (Dormienza), fisiologici (ormoni inibitori) o fisici (tegumenti seminali), che impediscono la germinazione e l’esistenza di tutti i parametri ambientali favorevoli.

Fattori determinanti il processo di germinazione:

I parametri ambientali indispensabili alla germinazione sono: Ossigeno, Acqua, Temperatura, Luce e Fitormoni. L’ossigeno è l’ elemento basilare: se non riesce ad penetrare all’interno del seme, non si ha nessuna germinazione, in quanto non si ha nessuno processo biochimico. Il seme riesce a germinare soltanto se assorbe un quantitativo di acqua di almeno il 40-60 % del suo peso, in modo tale che il tegumento esterno, duro e coriaceo, possa spaccarsi per consentire la fuoriuscita del giovane semenzale. Altro fattore fondamentale è la temperatura. La germinazione, infatti, raggiunge i suoi livelli ottimali tra 25-30 °C ma varia molto in funzione della singola specie. Solitamente, per una rapida germinazione sono da preferire temperature fluttuanti, tra il giorno e la notte, piuttosto che non regimi termici costanti. La luce può svolgere sia un ruolo propositivo sulla germinazione dei semi, in particolare in molte specie ornamentali, e sia pure un ruolo depressivo come nel caso dell’aglio. La dormienza interna del seme impedisce la germinazione, anche se le condizioni ambientali appaiono ottimali, ed è legata al contenuto di acido abscissico (ormone inbitore) presente nei tessuti protettivi seminali, la cui concentrazione aumenta progressivamente durante la maturazione del frutto mentre tende a diminuire soltanto durante la stratificazione dei semi. Quest’ultima pratica consente la rimozione artificiale della dormienza attraverso una metodologia che consiste nel porre i semi, mescolati con un substrato umido, in un ambiente arieggiato freddo, per un periodo di tempo variabile in funzione della specie da propagare.    

Tecniche di pregerminazione:

Per accelerare il processo di geminazione, e quindi i tempi di emergenza, occorre sottoporre i semi ad alcuni trattamenti specifici che consentano una più uniforme uscita dei semenzali. Il metodo più semplice è quello “dell’idratazione”. Questo trattamento consta nell’immersione dei semi in acqua tiepida per alcune ore (8-16) in modo da farne assorbire una quantità attorno al 50% del peso iniziale del seme. Successivamente, i semi vengono fatti asciugare brevemente. In tal modo, vengono attivati i processi enzimatici interni e i semi sono così pronti alla fase di semina.

Epoca di semina:

Il periodo varia in funzione della tipologia produttiva della coltura. Le specie ortive devono essere seminate con largo anticipo per poter essere altamente produttive nel periodo estivo. Per le specie ornamentali è meglio propagarle in primavera inoltrata, quando le temperature ambientali esterne sono sufficientemente alte (non prima di Aprile).

Profondità di semina:

Per ogni seme esiste una profondità di semina ideale in base alle sue dimensioni. La regola da seguire è la seguente: più il seme è dimensioni ridotte e minore deve essere lo strato di terriccio che lo ricopre. Di conseguenza, più piccolo è il seme e più ridotta dovrà essere la profondità di semina.

Materiali occorrenti:

Materiali necessari per eseguire la tecnica della semina: terriccio, sementi e contenitori.

Terriccio:

Ha un ruolo fondamentale nella germinazione del seme e quindi nella semina. Il cosiddetto “letto di semina” deve essere realizzato con un terriccio speciale, soffice e di grana fine e al tempo stesso drenante, perché il germoglio, per emergere senza fatica, deve trovare sopra di sé un substrato leggero. Di conseguenza, il substrato di germinazione deve avere la giusta permeabilità, non fare la crosta in superficie per consentire non solo l’assunzione di ossigeno, ma anche l’eliminazione della CO2. Esistono terricci professionali, prodotti da aziende specializzate e pronti all’uso, oppure speciali, cioè producendosi direttamente in casa un terriccio ideale per la semina, mescolando omogeneamente specifici substrati: il 65 % Torba, il 25 % Perlite e il 10 % Sabbia fine di fiume.

Sementi:

Per la buona riuscita della semina occorre disporre di semi di buona qualità che consentano la massima germinabilità e che corrispondano alle caratteristiche genetiche richieste. Esistono semi “professionali”, acquistati da aziende serie e specializzate (es. Sgaravatti www.sgaravatti.net o Franchi www.franchisementi.it), altamente performanti, oppure “domestici”, raccolti dai frutti delle piante più produttive dell’anno precedente e ottimamente conservati in ambienti idonei (asciutti, aerati, bui e freschi) e all’interno di contenitori che permettano il mantenimento della capacità germinativa (sacchetti di carta o di tessuto).

Contenitori:

I contenitori più usati per la propagazione per seme, sia in ambito ortivo che ornamentale, sono le placche plurialveolari plastiche (contenitori professionali per uso propagativo, molto performanti, con ottimo rapporto prezzo/qualità circa 1 euro ciascuno, prodotti da diverse ditte specializzate come la www.desch-plantpak.com), vasi plastici (vasetti quadrati di piccolo volume, dal ridotto costo, prodotti da molte ditte qualificate come la www.arcavasi.it), vasetti con pareti di torba pressata (contenitori organici, idonei per specie dal rapido sviluppo, che una volta trapiantati, si disfano di pari passo con lo sviluppo delle radici, prodotti da diverse ditte commerciali come la www.jiffypot.com) o persino semplici contenitori che si possono reperire in ambito domestico. L’utilizzo di questi materiali consentono di non interrompere la fase vegetativa con ritardi mai più recuperabili nella produzione, un lieve anticipo nell’entrata in produzione (specie ortive), produzioni più abbondanti, assenza di danni meccanici alle radici che rimangono protette dal pane di terra, evitando così la “crisi da trapianto” e un minor consumo di seme (piante si sviluppano tutte).

Dopo questa indispensabile premessa, adesso siete pronti per iniziare la metodologia della semina vera e propria. Vi dò appuntamento al prossimo articolo in cui vi spiegherò e mostrerò tutti i segreti e le fasi di questa semplice tecnica propagativa. A presto!

© Riproduzione Riservata – 2014 Il Dottore Delle Piante

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Comments 2

  1. fabry scrive:

    Ciao, trovo i video molto interessanti,soprattutto per una principiante come me.

    1. Buongiorno Fabrizia!
      sono felice che i video le piacciano! SE ha qualche domanda non esiti a contattarmi!
      Mi segua anche sulle pagine dei social media come Facebook! Per restare aggiornata sui prossimi Tutorial si iscriva al mio canale You Tube “Il Dottore delle Piante” e in aggiunta può comunicare con me anche attraverso la mia app, scaricabile gratuitamente su dispositivi mobili Apple e Android al link https://mypushop.com/s/902297
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