“Potatura delle Rose: La Pratica”

In questo articolo tratteremo della metodologia della potatura delle rose e di come eseguirla passo dopo passo in maniera efficace, razionale e soprattutto facile. Le rose sono dei bellissimi arbusti spoglianti che hanno bisogno di essere potati con regolarità annuale per poter favorire uno sviluppo armonico della pianta, per migliorare la qualità della fioritura e per potersi conservare nel tempo in salute. Approfondiremo, in particolare, la “potatura di mantenimento” della rosa, ovvero di come intervenire su rose già piantumate da alcuni anni che devono essere guidate per continuare a vivere e fiorire stagione dopo stagione.

Operazioni preliminari di potatura

Esistono delle operazioni preliminari di potatura che sono valide per tutti i tipi di pianta, compresa quindi anche la rosa, che devono essere attentamente seguite come premessa per una corretta esecuzione degli interventi di taglio. La regola fondamentale da conoscere per una corretta potatura è quella di eseguire sempre “tagli corretti”. Per taglio corretto si intende, un taglio netto, inclinato (obliquo) a 45°, a circa 6 mm al di sopra della gemma sana, rivolta all’esterno: ciò permettere all’acqua di scivolare via, riducendo fortemente il rischio di marciumi. Fate molta attenzione a posizionare correttamente le vostre forbici sul punto di taglio: cercate di mettere la lama tagliente dal lato della gemma e non la controlama, onde evitare di “slabbrare” il taglio. Ricordate sempre che un taglio rappresenta pur sempre una ferita per la pianta e che se volete che la vostra rosa lo rimargini velocemente, occorrerà eseguirlo in maniera netta e pulita e senza lasciare alcun tipo di tessuto vegetale in eccesso. Tutto ciò premesso, quando avrete individuato il punto esatto di intervento, tagliate sempre al di sopra di una gemma in posizione esterna: ciò favorirà la crescita di nuovi germogli dal centro verso l’esterno del cespuglio, liberando volume e spazio e favorendo cosi la formazione di un calice, che rappresenta la forma di allevamento ideale per una rosa a cespuglio. La rosa è una pianta che fiorisce sui “rami dell’anno”, cioè su quelli si originano in primavera da gemme lasciate sui rami accorciati dalla potatura invernale. Da ciò ne consegue che un taglio errato oppure troppo drastico, non avrà conseguenze tali da provocare la non fioritura della vostra rosa, ma al massimo ne limiterà l’intensità e la frequenza.

Tipologie di potatura

Per la rosa esistono due tipi di potatura: una invernale, che rappresenta una classica “potatura di mantenimento” ed una estiva, che rappresenta una “potatura verde” con la pianta in attiva vegetazione. La prima come abbiamo già accennato, è una potatura che deve avvenire alla fine della caduta delle foglie (pieno inverno), quando le piante sono in pieno riposo vegetativo, con lo scopo di rinvigorire la pianta: ciò comporta infatti un forte risveglio vegetativo della pianta all’arrivo della bella stagione. Per potatura verde invece, intendiamo alcune operazioni di taglio che vengono effettuate in estate per incrementare la quantità e qualità di fioritura della rosa. Tra queste la prima è la “cimatura” ovvero l’asportazione di tutti quei rami che portano fiori già morti o appena sfioriti. Il ramo deve essere potato sempre al di sopra di una foglia con un taglio netto e preciso. E’ bene eseguire questa tecnica per evitare che la pianta sprechi energia per trasformare a frutto questi ormai ex fiori: noi vogliamo infatti che la rosa fiorisca in maniera continuativa e non che faccia i frutti. Lo scopo della cimatura è quello di indurre la pianta a sviluppare dalle gemme sottostanti il ramo asportato, tanti nuovi rami carichi di fiori. La seconda è la “mondatura” o “sbocciolatura”, la tecnica che permette con una semplice asportazione dei getti laterali, lo sviluppo di un unico germoglio fiorifero, centrale, più vigoroso, per ottenere fiori più grandi e molto più appariscenti. Questa tecnica può essere utilizzata solo per quelle varietà di rose definite a “piccolo fiore”.

Metodologia pratica della potatura

Dovete aver bene in mente quale sarà la conformazione di allevamento della vostra rosa: se volete una rosa a cespuglio, al termine della potatura dovrete avere solo alcuni rami robusti (3-5), lunghi circa 15-20 cm, che partono direttamente dal colletto, disposti a raggiera, distanti gli uni dagli altri di circa 60°, da quali, nella primavera successiva, si svilupperanno le ramificazioni che daranno origine a una moltitudine di rami a fiore.

  1. Ponetevi quindi davanti alla vostra pianta di rosa ed iniziate a valutarne la struttura scheletrica di partenza e pensate mentalmente a come invece lo sarà al termine del vostro intervento (conformazione finale), in modo da potarla in maniera corretta ed efficiente. Il primo intervento da eseguire è quello di rimuovere i “polloni”, se presenti. I polloni sono dei rami che provengono direttamente dalla radici o dalla zona del colletto e che devono essere assolutamente asportati se le vostre rose sono state propagate per innesto.
  2. L’intervento successivo è quello di tagliare i rami malati o danneggiati oppure secchi. Non abbiate paura di essere drastici. I rami infettati sono una fonte potenziale di patogeni: i rami danneggiati si ammaleranno velocemente, quindi, tagliateli senza pietà sino al punto in cui il ramo ritorna sano e ben al di sotto del punto d’infezione.
  3. Successivamente, si interviene con tagli di “diradamento” e cioè eliminando tutti quei rami deboli o sottili, quelli che si sovrappongono e persino quelli collocati in posizioni errate, che creano un groviglio di ramificazioni, all’ interno del cespuglio, che impedisce la naturale entrata della luce e dell’aria favorendo così lo sviluppo di possibili malattie parassitarie.
  4. A questo punto, dovrete accorciare fortemente la vegetazione rimasta di almeno 2/3. Lasciate soltanto quei rami che partono idealmente dal centro del colletto della pianta verso l’esterno, che siano disposti a raggiera ad una distanza di circa 60° gli uni dagli altri e che siano inclinati di 15-20° rispetto all’ asse verticale. Asportate drasticamente tutti gli altri rami situati in maniera non conforme alla forma di allevamento desiderata. Otterrete così pochi rami, molto robusti, lunghi non più di 15 cm, dotati di 4-5 gemme al massimo, dalle quali all’ inizio della primavera, si origineranno tanti nuovi giovani rami che andranno ripetutamente a fiore durante tutta la stagione estiva.
  5. Al termine degli interventi dovreste avere solo pochi rami robusti e vigorosi, che costituiranno la base dello scheletro del futuro “cespuglio a forma di calice”.

Bene, adesso prendete forbici, guanti e correte nel vostro giardino e mettete in partica ciò che avete imparato in questi due video sulla potatura delle rose. Le vostre rose vi aspettano!!!

© Riproduzione Riservata – 2014 Il Dottore delle Piante

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Comments 4

  1. lucia scrive:

    ciao luca .avrei una domanda per te .vorrei piantare una ortensia in un piccolo giardino

    quando èil periodo migliore ?

    1. Gent.ma Lucia, grazie per il tuo interesse al mio Blog! Riguardo alla tua domanda, il periodo primaverile rappresenta l’epoca migliore per piantumare qualsiasi tipo di arbusto, sia sempreverde che spogliante. La pianta di ortensia non fa eccezione a questa regola. Ti consiglio di valutare bene sia la posizione di impianto che il tipo di terreno. L’habitat natura dell’ortensia è la semiombra: in queste condizioni fioriscono al meglio, senza contare che la luce filtrata del sole non fa sbiadire il colore dei fiori. Per quanto riguarda il terreno, le ortensie si adattano ad ogni tipo di suolo, ma danno le prestazioni ornamentali migliori quando vengono messe a dimora in terreni di medio impasto, ben drenati, con una reazione leggermente acida: 5-6,5. Ti ricordo infatti, che le ortensie variano il colore dei fiori in base all’acidità o l’alcalinità del suolo. Nei terreni molto acidi, i fiori della maggior parte delle varietà risultano BLU, in quelli meno acidi sono ROSSI mentre in quelli più alcalini divengono ROSA. Non a tutti fiori, però si può cambiare colore: quelli delle varietà bianche restano infatti sempre uguali. A breve ho intenzione di pubblicare un video sulla gestione e cura della pianta di ortensia, resta in collegamento con Il Dottore Delle Piante. Spero di esserti stato d’aiuto, per qualsiasi altro dubbio, non hai altro che da riscrivermi!
      A presto!
      Il Dottore delle Piante

  2. Francy C. scrive:

    Ciao Luca complimenti! Ti seguo davvero con molta attenzione, stai affrontando dei temi a me utilissimi!
    Volevo infatti farti una domanda: mi appresto a potare le rose anche io e seguirò alla lettera il tuo procedimento, ma avrei una domanda…io ho due grandi arbusti, uno alto almeno un metro e mezzo e l’altro almeno due metri. Quanto devo mantenere lunghi gli arbusti nella potatura? Spero di essermi spiegata, intanto grazie e..mi vedrai spesso sul tuo blog!!

    1. Ciao Francy, innanzi tutto ti ringrazio per il tuo interesse e per i tuoi apprezzamenti e spero, con i miei video, di esserti sempre d’aiuto nella cura del tuo giardino!
      Per quanto riguarda la tua domanda, la diversa potatura dipende dal gruppo a cui appartengono le tue rose. Se sono rose a cespuglio a grande fiore la tecnica da seguire è la stessa, ricordandosi sempre di asportare 2/3 della vegetazione vecchia e lasciandone 1/3 sulla pianta. Ricordati che le rose a grande fiore, fioriscono sempre sui rami nuovi prodotti nella stagione in corso, per cui in caso di potatura drastica, avrai soltanto un minor quantitativo di fiori. L’unico consiglio che ti do’ è quello di lasciare sempre i rami più vigorosi che sorgono direttamente dalla base (colletto) della pianta e che sono fondamentali per la sua rigenerazione, in quanto vanno a sostituire i vecchi rami ormai esauriti. Inoltre devi sempre cercare di svuotare l’interno del cespuglio asportando tutte le ramificazioni secche, malate, sovrapposte, che creano un caotico groviglio di ramificazioni. Il nostro scopo finale è quello di creare sempre un cespuglio a forma di vaso. Spero di esserti stato d’aiuto, per qualsiasi altro dubbio, non hai altro che da riscrivermi!
      A presto!
      Il Dottore delle Piante

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