“La Tecnica della Semina: Piante Ortive”

“La Tecnica della Semina: Piante Ortive”

Il nostro ciclo di articoli dedicati alla tecnica propagativa della semina si conclude con la La Tecnica della Semina: Piante Ortive, la cui esecuzione in modo efficace e corretta risulta fondamentale, prima, ad amplificare i risultati di germinazione di specie dalla difficile propagazione e, successivamente, a garantire una produzione abbondante, più precoce e qualitativamente superiore.

Tipologia ed Epoca di semina:

Il periodo ottimale per la semina delle specie ortive varia in funzione del tipo di semina che vogliamo adottare. La semina si può attuare in semenzaio, in ambiente protetto o all’aperto, oppure direttamente a dimora in pieno campo, a seconda delle caratteristiche agronomiche della specie ortiva che desideriamo coltivare.

La semina in semenzaio si realizza per quelle specie ortive che richiedono, per evitare complicazioni di ordine climatico o colturale, un ambiente speciale di crescita e successivamente necessitano di un ulteriore fase di trapianto. Si attua quando i semi sono troppo piccoli per essere posti direttamente in campo e quando esigono condizioni ambientali particolarmente favorevoli per poter germinare e quindi devono essere in qualche modo riparati e protetti. Per questo tipo di semina l’epoca  vara in funzione della tipologia di semenzaio che vogliamo adottare. Per le semine in semenzaio al coperto, dove si impiegano ambienti protetti che forzano la germinazione e quindi un anticipo di produzione (serre calde, cassoni di propagazione), il mese ideale è febbraio. In questo mese i semenzai devono essere approntati in tutte le regioni italiane. Per le semine in semenzaio all’aperto, dove i contenitori per la semina sono posti direttamente all’esterno in zone più o meno riparate (serre fredde, porticati, garage luminosi), il mese ideale marzo o aprile, a seconda dell’evoluzione della stagione invernale. Con il mese di marzo poi inizia la vera stagione dei trapianti in pieno campo. Con molta cautela nelle regioni del nord, dove sarebbe infatti più auspicabile aspettare sino alla metà del mese di aprile, decisamente con molta tranquillità al sud Italia.

La semina in pieno campo, invece, è tipica di quegli ortaggi che compiono il loro ciclo colturale rapidamente, direttamente nel terreno di coltivazione, e quindi richiedono temperature più elevate per poter germinare. Per quest’ultimi il periodo ideale va in primavera inoltrata, quando le temperature ambientali esterne raggiungono almeno i 15 °C, ma mai  prima di Aprile. Esistono in letteratura scientifica tabelle con i valori della temperatura dell’aria minima di germinazione per ogni singolo ortaggio, al disotto dei quali la germinazione non avviene, ma è importante ricordare che il vero parametro capace di anticipare o ritardare la germinazione in pieno campo, non è la temperatura dell’aria ma bensì quella del suolo. La temperatura del terreno è regolata dall’andamento della stagione invernale. Infatti, a seguito di un inverno rigido i tempi di germinazione di un ortaggio si allungano anche di 2 settimane, perché il terreno si presenta più freddo e non possiede quel calore necessario a garantirne la germinazione.

Il calendario lunare:

Il calendario lunario, con le sue fasi di luna crescente e calante, è ritenuto da tutti gli orticoltori, sia professionisti che semplici appassionati, un metodo facile ed efficace per individuare l’epoca migliore per la semina delle specie ortive. E’ ormai accertato che la luna muova gli “liquidi” interni di tutti gli esseri viventi, e di conseguenza pure la linfa dei vegetali, stimolandone la circolazione a favore delle funzioni biologiche, di conseguenza pure del processo di germinazione (semina). Il calendario lunare, infatti, prevede di seminare a luna crescente tutti gli ortaggi coltivati per la produzione di frutti (pomodoro, melanzane, cetriolo, zucchina, anguria, melone) e di semi (leguminose). Esistono pure delle eccezioni: la carota e il prezzemolo, perché sono ortaggi a crescita lenta e la luna crescente ne stimola lo sviluppo. In luna crescente si seminano e si trapiantano anche le piante aromatiche. Il calendario lunare, invece, prevede di seminare a luna calante, gli ortaggi da radice (cipolla, rapa, aglio, porro), da foglia (lattughe, radicchio) e da tubero (patata). Esistono in commercio o in rete delle tabelle del calendario lunare annuale precompilate, variabili di anno in anno, in cui per ogni singolo mese è riportato il periodo di semina ottimale. E’ bene ricordare che il ciclo lunare prevede una fase di luna nuova, seguita da una fase di luna crescente, poi di una fase di luna piena ed infine dalla fase di luna calante.

Contenitori per la semina:

Scegliere dei contenitori per la semina idonei. Esistono di vario formato e tipologia: contenitori plastici alveolari (più semplici e meno costosi), cassette seminiere, vasetti di plastica oppure vasetti di torba compressa. Eccezion fatta per le cassette seminiere, che richiedono un’ ulteriore fase “ripicchettamento” prima del trapianto finale, i semenzali (o plantule) rimangono in questi tipo di contenitori sino al momento del trapianto definitivo in pieno campo (ortive) dove iniziano la crescita.

Terreno di semina:

E’ necessario dotarsi di un substrato specifico per la moltiplicazione delle piante ed in particolare per la semina. Esistono varie tipologie e formati presenti in commercio, prodotti da aziende specializzate, ed acquistabili nelle più comuni agrarie o gardens. Tuttavia, io consiglio di utilizzare un substrato speciale, possibilmente autoproducendoselo artigianalmente, molto performante. Il terriccio ideale per la semina prevede la miscelazione di questi materiali: 65 {7aff74263be917764cf5bfc860bba8ec25180347644f4535fe48a637d1dd7254} di Torba bionda, 25 {7aff74263be917764cf5bfc860bba8ec25180347644f4535fe48a637d1dd7254} di Perlite e il 10 {7aff74263be917764cf5bfc860bba8ec25180347644f4535fe48a637d1dd7254} di Sabbia fine di fiume oppure Zeolite. La scelta del substrato più idoneo è in funzione sia del costo del prodotto e sia al tipo di specie che vogliamo propagare (difficoltà di propagazione).

Fase di riempimento e livellamento degli alveoli:

Distribuire in maniera accurata e uniforme il substrato di semina all’interno degli alveoli o del contenitore e poi livellare il tutto con una spatola da muratori.

Creazione del “Letto di semina”:

Comprimere leggermente il substrato di semina, aiutandosi con un attrezzo dalla forma ogivale, in modo tale da creare un perfetto “letto di semina”. Ciò permette la creazione di un volume sufficiente, al di sopra del terriccio, che consente la disposizione ottimale dei semi e la loro successiva copertura.

Fase di semina:

Esempio di semina di piante ortive: zucchina e cetriolo. Come per il resto della famiglia delle Cucurbitacee (zucca, cetriolo, melone e anguria) siamo in presenza di ortaggi dai semi di dimensioni piuttosto grandi. E’ importante posizionare il seme all’interno del substrato in modo corretto, ossia con la parte stondata e larga del seme verso l’alto, e quella più stretta  verso il basso, direttamente nel substrato. Se non si procede così, la crescita avverrà in direzione opposta alla superficie con  grande difficoltà di sviluppo per la plantula. La tecnica prevede di spingere ogni singolo seme nel substrato tenendolo tra il pollice e l’indice, affinché la parte superiore del seme si trovi a solo 1 cm dalla superficie del substrato di copertura. E’ buona regolare deporre all’interno di ogni singolo contenitore/alveolo 2-3 semi al massimo, in modo da facilitarne l’effettiva germinazione. E’ consigliabile, infatti, collocare più di un seme per contenitore/alveolo in modo tale che si abbia la certezza effettiva della germinazione. Se tutti  i semi germineranno, si opterà nella scelta del semenzale più vigoroso.

Reperimento dei semi:

E’ indispensabile acquisire seme di ottima qualità. In linea generale, è possibile distinguere le seguenti fonti di acquisizione: da ditte specializzate nella produzione di seme (aziende sementiere) oppure procedere alla raccolta dei semi dalle proprie piante migliori per conservarli per le produzioni successive (piante porta-seme). E’ buona norma, sopratutto per non esperti, indirizzare la scelta verso sementi di varietà e caratteristiche conosciute e consolidate nella zona in ci si trova ad operare; è necessario anche rivolgersi a ditte produttrici serie ed affidabili.

Regola della profondità di semina:

Per ogni tipo di seme esiste una profondità di semina ottimale in base alle sue dimensioni. In generale, se il seme è di piccole dimensioni (es. bietola da coste) dovrà essere seminato più in superficie e minore dovrà essere lo strato di terriccio che lo ricopre mentre se il seme è di grande dimensione (es. Leguminose) dovrà essere seminato più in profondità e maggiore dovrà essere lo strato di terriccio che lo ricopre.

Diluire i semi di piccole dimensioni (opzionale):

La semina di specie ortive dotate di semi minuscoli (es. Liliacee: cipolla, porro e aglio) presentano una naturale difficoltà nella loro distribuzione durante la fase di semina. E’ una buona regola diluirli con un materiale inerte per poterli seminare in maniera più agevole e veloce. Di conseguenza, per ottenere una più regolare distribuzione dei semi minuti, è indispensabile mescolarli accuratamente con sabbia fine asciutta o sabbia grossa in precedenza vagliata con un setaccio. L’accorgimento è necessario specialmente quando abbiamo a disposizione soltanto limitate quantità di semi impalpabili e quindi praticamente non seminabili manualmente.

Fase di copertura dei semi:

Ricoprire tutti semi con un substrato di copertura molto fine, tipo la fibra di cocco, sino a riempire completamente il volume libero di ogni singolo alveolo/contenitore e livellare il tutto con una spatola e dopo con le mani. E’ possibile utilizzare come ottimo substrato di copertura pure la torba. Il substrato di copertura deve essere soffice e dalla grana fine, perché il semenzale, per emergere senza fatica, deve trovare sopra di sé un substrato molto leggero.

Ambienti di semina:

A seconda dell’epoca di semina, occorre deporre i contenitori in un ambiente protetto (semenzaio al coperto) come una serra o una veranda riparata (semina a fine inverno) oppure direttamente all’esterno (semenzaio all’aperto), però collocando i contenitori in un luogo ben soleggiato e riparato (semina in piena primavera).

Tessuto non tessuto:

Proteggere i contenitori, deponendo sulla loro superficie, uno strato di materiale plastico tipo il tessuto non tessuto (T.N.T), sino alla completa germinazione della maggior parte dei semi. Il tessuto non tessuto funziona essenzialmente come un mezzo di semiforzatura. Infatti, aiuta sia la germinazione dei semi, poiché aumenta la temperatura interna di alcuni gradi accelerandone il processo, e al tempo stesso li salvaguarda da possibili attacchi da parte di predatori animali, quali topi o uccelli.

Irrigazione:

Irrigare abbondantemente e uniformemente i contenitori alveolari precedentemente seminati. E’ buona norma eseguire la tecnica dell’irrigazione ad incrocio: irrigare accuratamente prima in orizzontale e poi nuovamente in verticale, soffermandovi con cura ed attenzione in particolare sui bordi dei contenitori alveolari. In pratica, si consiglia di irrigare incrociando le direzioni, in modo tale da ricoprire l’area in maniera uniforme. Il sistema migliore è quello di annaffiare con un getto finemente frazionato ma se non fosse possibile, sarà sufficiente utilizzare il classico annaffiatoio, dotato di nappa rompi getto. E’ buona regola eseguire l’irrigazione nel modo più dolce possibile, al fine di evitare un compattamento eccessivo del terriccio di copertura.

Quanto e quando irrigare:

Il Turno d’irrigazione (intervallo tra un irrigazione e la successiva) massimo è ogni 2-3 giorni ma è necessario intervenire ogni qualvolta siano presenti chiazze di asciutto sui contenitori. Dato che per la tecnica della semina si utilizzano contenitori dal piccolo volume, è evidente che il contenuto di umidità del substrato diminuisce molto velocemente, sopratutto se non vengono collocati all’ombra nelle ore più calde. Un buon riferimento per capire quando irrigare è verificare che il substrato sia asciutto sulla parte superiore (substrato di copertura), questo sta a significare che è giunto il momento di annaffiare nuovamente. E’ bene ricordare, che un livello di umidità costante del substrato rende più rapida la germinazione.

Trapianto:

Il momento ideale per il trapianto si ha solitamente quando la plantula (o semenzale) ha raggiunto uno sviluppo tale che il proprio apparato radicale abbia completamente invaso il volume occupato dal substrato. Si dice che la pianta ha “girato il vaso”. Tale periodo si riconosce facilmente, perché svasando la plantula dal suo contenitore di semina, l’intero semenzale viene via integralmente compreso la zolla, senza causarne alcun danno o rottura. Il trapianto, in modo particolare quando le piantine sono a radice nuda, va eseguito dopo il tramonto oppure approfittando di giornate con cielo coperto.

Adesso, scegliete accuratamente gli ortaggi che più desiderate coltivare, prendete tutti i materiali e gli attrezzi necessari, e correte nel vostro appezzamento, giardino, terrazzo o balcone e mettete in pratica ciò che avete imparato in questi tre video sulla tecnica propagativa della Semina. Buon lavoro a tutti!!!

® Riproduzione Riservata – 2014 Il Dottore Delle Piante

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